Direct marketing: tecniche e vantaggi

27 Settembre 2022

Di cosa parliamo quando diciamo “direct marketing?”
Il direct marketing è nato nel 1800, si avete letto bene, nel 1800. Le lettere promozionali consegnate a casa delle persone erano il modo migliore per pubblicizzare un prodotto al giusto target. Ovviamente nel tempo le tecniche di questa tipologia di marketing sono completamente evolute. 
Il direct marketing oggi
Partiamo dalla definizione che gli viene assegnata oggi: il direct marketing serve a raggiungere un segmento specifico del proprio target con messaggi personalizzati che possano raggiungere più direttamente l’utente. Può aiutare a raggiungere gli obiettivi nel breve termine, oppure migliorare la relazione con il brand a lungo termine. 
Le principali tattiche di direct marketing sono: 
    • Telemarketing
    • Newsletter
    • Ads targettizzate online
    • Email dirette
    • Campagne di messaggistica
Come funzionano le campagne di messaggistica?
Le campagne di messaggistica diretta sono cominciare con l’invio di SMS. Per esempio i messaggi con le nuove offerte che vi arrivano dai vostri operatori telefonici. Ma oggi esistono anche altri tipi di messaggistica come le web chat e i social media dm. 

Le web chat

Sicuramente vi sarà capitato di aprire un sito, probabilmente un ecommerce e vedere una bollicina fluttuante in giro per lo schermo, che vi rendeva possibile parlare con un operatore.
Queste sono le chat web, studiate per dare all’utente l’interazione umana che desidera, in modo da rassicurarlo e portarlo all’acquisto. 

Attraverso questa tecnologia vengono anche presentati automaticamente dei codici sconto all’utente, come se fossero condivisi da uno degli operatori, sempre per migliorare l’esperienza utente e umanizzare il percorso di acquisto.

Per coprire le ore in cui l’ufficio degli operatori è chiuso si usano solitamente dei chatbot, che servono per dare le risposte basiche ai visitatori e farli ricontattare una volta che gli uffici riaprono. 

I social media dm

Oggi, grazie ai dm (direct messages) presenti su tutti i social media, l’utilizzo di questa tipologia di marketing sta aumentando molto rapidamente. Rispetto agli SMS è possibile utilizzare un bot, ovvero un’insieme di automazioni, che risponde automaticamente alle domande degli utenti prima di farlo parlare direttamente con un operatore. Questo azzera il tempo di risposta del brand, sfruttando subito il contatto caldo che ha appena scritto un messaggio. I bot vengono utilizzati soprattutto per rispondere a delle domande sul prodotto o effettuare delle prenotazioni. 

Queste automazioni possono anche mandare dei codici sconto agli utenti con cui hanno interagito per riattivare il contatto e aiutare ad aumentare la conversione e il CLTV (customer lifetime value). 

Adesso è anche possibile configurare questa tecnologia su WhatsApp con gli account business per rendere l’esperienza dell’utente ancora più comoda e familiare. 

La to-do list prima di cominciare la tua campagna
    1. Scegli i tuoi obiettivi: sembrerà ovvio, ma devi scegliere bene il tuo obiettivo. Infatti l’obiettivo è alla base di questo tipo di campagne perché ti puoi immaginare quale il tuo bot dovrà imparare a rispondere. Gli obiettivi possono essere: awareness, customer service, vendita, prenotazione.
    2. Seleziona il tuo target: ricordati che il direct marketing non deve comprendere la tua intera fetta di pubblico, ma un target molto specifico, perché è altamente personalizzato.
    3. Sii creativo: ovviamente il direct marketing ti aiuta a tenere alto l’interesse degli utenti, ma devi riuscire a portarli a chattare con il tuo bot o i tuoi operatori, per farlo deve strutturare una strategia creativa che accompagni gli utenti nella chat.

Tanti grandi brand stanno sfruttando sempre di più questa strategia, cerca dei case studies da cui prendere ispirazione.

Il direct marketing continuerà sicuramente ad aggiornarsi, trovando delle soluzioni sempre più ottimizzate per arrivare all’utente, è importante per non esagerare con l’utilizzo di questo tecnologia perché potrebbe avere l’effetto opposto sull’utente che si può sentire “stalkerato dal tuo brand”.